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5 domande a... Alessandro Bertone

Condividi questo articolo su Facebook Scritto da ragioniere il 29/04/2022

Alessandro, il capitano, il portierone, il gigante buono, la “Puzzola” del Genova ’80! Alessandro è tante cose insieme, tutti lo conoscono e lo amano.

1) Al Genova 80 dal giorno zero, con Daniele. Come mai hai lasciato il Cus Genova, con lui, che era la casa hockeistica in cui eravate nati? Raccontaci qualcosa di quegli anni.

“La cosa è nata che mi ci sono ritrovato un po’ per caso: con il Cus Genova dovevamo fare due squadre; io ho scelto di far parte della seconda con cui poi siamo risusciti a fare una stagione straordinaria, addirittura qualificandoci alle finali nazionali! Da quella seconda squadra, poi è nata una avventura meravigliosa, siamo andati avanti con le nostre gambe.”

2) La più grande gioia e la più grande delusione dei primi 10 anni del Genova 80?

“La più grande gioia la promozione in A/2: ci abbiamo lavorato bene, anzi benissimo nei tempi giusti come ci eravamo prefissati; forse si poteva fare anche di meglio, ma ok!
Delusioni in particolare non ce ne sono state; gli unici dispiaceri quando perdi per strada, per vari motivi, qualche ragazzo: pigrizia verso l’attività sportiva o scelte di vita. Queste sono sconfitte, quando perdi potenziali atleti. Non sempre è dovuto a noi, ma quasi sempre per contesti esterni. Però dispiace sempre tanto.”

3) Capitano e simbolo della prima squadra da sempre, da un paio d’anni hai dovuto limitare le tue presenze per motivi di lavoro. Come vedi il tuo presente e il tuo futuro nella squadra?

“Bella domanda! Io spero di continuare ancora a lungo. Intanto bisogna averne voglia che è la cosa principale: senza quella non fai niente: la voglia c’è sempre, poi ovvio che arrivi una maturazione con l’età che ti fa vedere anche altre cose. Se c’è da giocare e posso, io ci sono sempre. Non sempre è possibile. L’unica cosa che mi salva da non dover mollare è il fatto di non avere famiglia: essendo da solo, a parte il lavoro potrei tirarla a lungo a meno che fisicamente non succeda qualcosa. Oppure l’arrivo di qualcuno che ti prenda il posto, ma anche quando succederà, e mi auguro che prima o poi ci sia, si può continuare a giochicchiare nelle seconde squadre.”

4) Sei nel consiglio direttivo del club praticamente da sempre. Tante persone si sono succedute ma tu ci sei sempre stato. Come giudichi l’evoluzione societaria in questi anni?

“Le evoluzioni ci saranno sempre, continueremo sempre a evolvere: alcune sono più lunghe, altre più brevi; il ricambio è dovuto sempre dalle persone, dalle loro aspettative e dai loro impegni. Nel mio caso io sono ben lieto di poter continuare ad esserci: l’ambiente mi è sempre piaciuto, amo questo sport alla follia, e il ruolo è quello che amo di più.
La società, guardando quello che era e quello che è diventata, ha sempre fatto passi in avanti: è come una macchina che si è messa in movimento, che continua a correre su una strada. Ha iniziato adagio, e poi si è messa a correre, sicura. Non sappiamo cosa ci può riservare il futuro: possono entrare altri elementi, come altri possono sparire. Questo è il percorso dell’evoluzione. La società ha delle idee e sta cercando degli sviluppi più grandi anche rispetto ai limiti dello sport. Consiglierei a tutti di fare hockey nel nostro club, perché lo sport è magnifico, e per i valori che ci sono e che noi proviamo a interpretare al meglio. Il calcio non emoziona più.”

5) Progetti per il futuro?

“Qui sono in stand-by: non mi sono posto particolari obiettivi. Nella scatoletta nera ci sono cose che vorrei fare ma non è il momento di tirarle fuori: vista la situazione, aspetto momenti migliori. Fare una bella vacanza sarebbe meraviglioso, non ne faccio mai. Aspettiamo la fine del Covid e poi ci penserò!
Come club, alcuni sogni: salire in A/1; incrementare ulteriormente il settore giovanile; avere una club-house, magari creare una polisportiva stile Barcellona del calcio. Insomma, continuare a fare un club sempre più grande!”

Grazie Alessandro!!








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