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Il Genova Hockey 1980 e la sfida dei settori giovanili

Condividi questo articolo su Facebook Scritto da ragioniere il 31/12/2021

Tre poli, al Genova '80, fanno più di una capanna!

Lagaccio, Manin e Quezzi sono le nostre tre "gambe" della grande casa biancorossa che, anno dopo anno, diventa sempre più grande. Neanche il Covid ha arrestato la crescita che sembra non conoscere pause né ostacoli.

Nel polo Lagaccio, Luca e Massimo, con l'aiuto di Felice e dei giovani assistenti Antonio, Luca e Nicholas, seguono 13 allievi e allieve sotto i 12 anni.

Nel polo Manin, Massimo, Luca, Riccardo, con l'aiuto di Mattia e Leonardo, devono dare il meglio di sé con ben 22 allievi scatenati!

Nel polo Quezzi, Lorenzo, Giorgia e Alessandro hanno alla loro corte 15 tra bambini e bambine, quasi tutti under 8!

Eh sì, avete contato bene: la somma fa proprio 50. Tondi (e tonde).

Non è un record, perché questo livello si mantiene più o meno costante da anni. Ed è proprio questa la sfida vera: la costanza dei numeri, anno dopo anno, senza fermarsi mai e nella crescita del livello medio.

Manin, quest'anno, è il polo con i numeri più alti; Quezzi è il polo con i numeri maggiori nelle fasce di età più basse. Lagaccio il polo che, nelle difficoltà impiantistiche, resiste offrendo sempre un elevatissimo tasso di ricambio.

Tre gambe importanti che, con questi numeri, rendono solide le fondamenta della grande casa biancorossa. Una bella sicurezza per gli altri, circa, 100 tesserati che fanno i campionati, dall'under 12 all'under 21. Senza dimenticare le prime squadre.

Sono numeri quasi inconsueti per l'hockey italiano.

Come è possibile tutto questo? Come si vince la concorrenza di calcio, pallavolo, arti marziali, danza? Non diamo risposte, perché pensiamo che le soluzioni non siano esportabili. Mettere l'allievo al centro, cercando di valorizzare tutti e tutte, senza scartare nessuno; inventarsi continuamente opportunità di gioco, esperienze di crescita tecnica e sociale, non accontentandosi mai di quello che offrono le attività federali organizzate, sono sicuramente alcuni dei fattori chiave.

Ma se non ci divertissimo, tutti i giorni, ad ogni allenamento, insieme ai nostri bambini, nulla sarebbe possibile.

Grazie quindi, ai magnifici cinquanta che rendono possibile tutto ciò; ai loro allenatori, per la passione che ci mettono, e ai giovani assistenti, che imparano a restituire quello che è stato trasmesso loro.

Grazie a voi, il 2022 biancorosso nasce con il sorriso dell'ottimismo.








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