17/19 novembre 2006: torneo in Istria (Parenzo)
E quattro!! Quattro tornei all'estero in un anno (anzi, in nove mesi) non si facevano dai tempi d'oro degli anni Ottanta - primi anni Novanta. Il Cus è tornato a capire qual è il bello dell'hockey. E questa volta addirittura una novità assoluta: per la prima volta nella storia, i cussini varcano il confine orientale e si recano nientemeno che in Croazia! Fiore (olè), Giuse (olè), Miche (olè), Pasto (olè), Principe (olè), Ragio (olè) e Tollo (olè) sono i magnifici sette che si sono recati a Parenzo, nella splendida regione per secoli italiana dell'Istria.
Venerdì 17 novembre la sinistra data fissata per la partenza. Alle 10 ritrovo a casa del Principe: ci sono tutti, tranne Pasto. Alle 10:20 finalmente si parte. Dopo un viaggio tranquillo, con tre soste ai box, prima di sera si arriva già a Parenzo. Una non troppo difficoltosa ricerca di Zelena Lagura (Laguna verde, una specie di trappola per turisti in riva al mare), ed ecco i nostri eroi al palazzetto. Per prima cosa i croati vogliono i soldi dell'iscrizione, poi ti dicono che per l'albergo ti devi arrangiare (nell'invito parlavano di servizio escort), ma poco male: l'hotel è a due passi dal palazzetto, e i nostri sanno che devono già risolvere il primo problema: la ricerca del portiere! Mentre Pasto e Tollo fanno la prima brutta figura del torneo, rivolgendosi a una slovena che capiva e parlava italiano meglio di loro, Ragio scopre che il Trieste ha appena finito di giocare e non si lascia sfuggire l'occasione: l'ignaro portiere triestino deve essere nostro! L'amico Frizzo accetta (grazie), e diventerà così a tutti gli effetti l'ottavo uomo del Cus a Parenzo 2006.
Poi, tutti all'albergo! Per una volta non si bada a spese: quattro grasse stelle, due ampi appartamenti con cucina, frigorifero, forno a microonde, lavastoviglie, e chi più ne ha più ne metta. Giuse e Miche approfittano della TV satellitare, ma è già tempo di tornare al palazzetto: la prima partita incombe!
CUS Genova - Zelina (CRO) 2-8 - Lo Zelina è buona squadra (prima divisione croata), ma nel primo tempo i cussini tengono bene: addirittura in vantaggio con Giuse, poi pareggio e vantaggio locale. Nella ripresa, però, gli arancioni (che poi saremmo noi!) perdono il bandolo della matassa e i croati dilagano. Era la prima: le soddisfazioni, ne sono tutti certi, arriveranno. La partita finisce che sono già le 10 e mezza: Frengo vuole sapere tutto (telefonata in roaming internazionale, al Ragio partono 7 euro), e poi si va al bar del palazzetto a mangiare qualcosa. Miche già sta mangiando, Ragio fa in tempo a ordinare l'ultimo panino, poi arriva il turno di Fiore e il barista sentenzia: pane finito! Mentre gli altri mangiano e Fiore si lamenta contro chi ha organizzato per non aver previsto la fine del pane al bar del palazzetto, si decide di andare in centro a cercare qualcosa di aperto (ore 23:30). Nel mortorio generale c'è Ghino, un fast-food, che sforna hamburger e pizze fino a mezzanotte, ma vuole solo kune. Vabbe', poco male: cambio? "No cambio!"; banche? "No banche!". Per fortuna un locale lì vicino prende gli euri. Tollo, in difficoltà con la valuta locale, cambia 50 euro e si ritrova con 350 kune: un pezzo di pizza costava 10 kune (1,5 euro). Tutti mangiano e bevono, poi si va a dormire: l'indomani ci sono due partite, la prima alle 11:30, e soprattutto non va fallito l'appuntamento con la colazione a buffet al quattro stelle, vero baricentro delle giornate istriane.
Sabato 18 novembre: la colazione imperiale è il momento migliore della giornata, dove ognuno dei sette cussini sperimenterà qualcosa di diverso dagli altri. Poi, a stomaco pieno (ma Miche lo svuota subito, tanto non gioca: botta al dito, per lui il torneo è già finito!), di corsa al palazzetto: c'è sempre il problema del portiere. Frizzo non è disponibile: per fortuna c'è quello del Padova, che prima tituba, poi accetta, poi prova a rifilarci Ceolin, e alla reazione sdegnata del Ragio cede: "ok, gioco". Caspita, "gioco" è dir poco: l'amico padovano abbassa la saracinesca e irretisce le manovre del Marathon (prima in classifica nel campionato croato di serie A, due nazionali già visti agli europei di La Spezia): fa gli straordinari e para due rigori!
CUS Genova - Marathon (CRO) 2-2 - Gli straordinari a dire il vero li fanno tutti i cussini, con una partita così bella che non si vedeva dai tempi delle finali di Brescia e Bologna 1996 (ultima promozione in A/2 del Cus): cambi non ce ne sono (Miche infortunato, Principe a riposo), ma Fiore, Giuse, Pasto, Ragio e Tollo tirano fuori gli attributi. Trenta minuti di gran carriera, un gol croato, subito il pareggio del Ragio, poi il vantaggio di Giuse, e catenaccio fino alla fine. A due minuti dalla fine, l'allenatore del Marathon toglie addirittura il portiere inserendo un sesto giocatore di movimento. La pressione dei croati si fa asfissiante, e i contropiedi degli italiani si fanno via via sempre più fiacchi. Il Ragio chiede il tempo: quando manca "uno minutos", i croati ottengono l'ultimo corto della partita. E' il corto del 2-2.
Amareggiati per il finale? Ma neanche per idea! I nostri eroi hanno disputato una grande gara, pareggiando contro l'Amsicora della Croazia e contro due nazionali croati. C'è solo da essere fieri di sé!
Intanto, però, sono quasi le 13. La stanchezza è tanta, ma per mangiare si può attendere: la colazione era stata memorabile. Degli ungheresi dell'Epitok non c'è traccia: la prossima partita è quindi alle 20:15. C'è tutto il tempo! Le idee sono due: andare a fare la spesa e cucinare in albergo; oppure andare in una cittadina vicina (Rovigno), ben nota al Ragioniere che qui passa le sue estati da alcuni anni, e mangiare lì. Passa la seconda mozione: trenta minuti di viaggio, ed eccoci a Rovigno. Tra le calli venete della città vecchia, i nostri si fermano a guardare il mare. Dopo essersi fatti immortalare in una posa degna di un gruppo rock (vedi foto), si adocchia un ristorante che fa al caso nostro. Sono le 17:00, ma non ci sono problemi. Basta pagare, anche con gli euri! Fiore, Pasto e Tollo scelgono il pesce; Miche, Giuse, Principe e il Ragio la carne. Gran bel pasto (non per Pasto, alle prese con l'aglio), ottimo prezzo: circa 12 euro a testa. Considerando il furto del cambio, qua si mangia tranquillamente (e bene) con dieci euro. Ma è già tempo di rientrare alla base, il CUS Padova di Lunetta e soci attende sul piede di guerra i nostri.
I nostri, rinvigoriti dal pranzo, sono tutto sommato abbastanza riposati. La passeggiata per Rovigno ha sciolto i muscoli, il lauto pasto (anche per Pasto) ha ridato energie ai nostri, che hanno però ancora un obiettivo: portare lo sfortunato Miche al pronto soccorso. Questo viene trovato, ma... chiuso!! Ristoranti aperti di notte (vedremo poi), pronti soccorso chiusi di giorno (ed era sabato, non capodanno). Questa è la Croazia, amici! Miche stoicamente decide di attendere l'Italia, mentre Tollo ne approfitta per fare un rapido shopping, e poi tutti alle auto!
Il Ragio appena entra al palazzetto becca Frizzo, e lo fulmina: "giochiamo tra un'ora, ci sei vero?". Questi accetta, commosso dai subdoli tentativi del Ragio di metterla sul patetico: stiamo perdendo i pezzi, lui ha un dito sfracellato, lui ha preso una pallina in testa, lui non ce la fa più, giochiamo contro il Padova, guardali ci massacrano.
CUS Genova - CUS Padova 0-1 - Massacrano? Era tattica! I nostri ne hanno ancora, eccome se ne hanno. Ragio, Pasto e Tollo catenacciano, quando la palla passa c'è Frizzo, e là davanti Fiore, Giuse e il Principe centellinano bene le loro forze sfruttando al meglio l'unico cambio a disposizione. Nella quarta foto qua sotto si vede bene la disposizione tattica dei cussini: Fiore a centrocampo ha la palla spalle alla porta (sta per fare una delle sue veroniche, ma giele fischieranno tutte fallo contro!), dietro di lui ben tre cussini: Pasto, Ragio e Tollo. Il primo tempo finisce 0-0, con i cussini davvero eroici ad opporsi in tutte le maniere alle azioni dei veneti. Il gol del definitivo vantaggio padovano viene realizzato solo a cinque minuti dalla fine, con i nostri ormai allo stremo delle forze. Peccato.


Ma non c'è tempo per pensarci: sono quasi le 10, e la festa sta per iniziare!
La festa era uno dei momenti più attesi del torneo. Non è cosa di tutti i giorni una festa a novembre in piscina, in un hotel a 4 stelle, con la presenza di ben 9 squadre femminili! Dopo la doccia, gli unici a presentarsi col costume sotto gli abiti sono il Principe e il Ragio. Dopo una breve fase di studio, i due decidono di rompere gli indugi e si gettano nella mischia. La cosa convince Fiore, Pasto e Tollo, che corrono a cambiarsi, mentre Giuse e il malconcio Miche decidono di restare all'asciutto. Il resto è fissato nei ricordi di chi c'era, inutile tentare una descrizione che sarebbe, per forza di cose, sommaria.
Le foto si fermano a metà serata: a un certo punto infatti, quando il Ragio sale all'asciutto a scattar fotografie, arriva il simpatico Tongo dell'HC Trieste che decide di spingere il nostro giù nella vasca, per la morte istantanea dell'apparecchio digitale del Ragio. Il Principe subito si attiva, correndo con la boccheggiante apparecchiatura nello spogliatoio-sauna della piscina, sparando getti di aria bollente su ogni fessura della creatura. Niente da fare. Solo il chip della memoria verrà salvato, Pasto ne trasferirà il contenuto su un CD, il quale è stato a sua volta trasferito su questa pagina. L'ormai ex macchina fotografica, compagna di mille battaglie, ha così esalato l'ultimo respiro, in terra straniera. Riportata in Patria avvolta in un mantello tricolore, riposa ora in pace, e sarà ricordata tutti i 19 novembre.


Ma non c'è tempo per piangere: i nostri si ricordano che hanno pranzato alle 17, e adesso sono quasi le 3! Sarà l'ora, sarà la partita, sarà la nuotata, fatto sta che la fame arriva all'improvviso. Sì, ma dove mangiare a quest'ora? Il portiere dell'albergo ha pronta la soluzione (tutti i portieri d'albergo hanno sempre una soluzione): c'è un ristorante qua vicino, dice, si chiama "Fiore", è aperto tutta la notte. Caspita! Dove? A Zelena Laguna. Ma è dove c'è il palazzetto! Detto fatto, i nostri corrono a cambiarsi, lasciano Miche e Principe in albergo, e vanno con la sola Ragio-147-mobile alla ricerca di Fiore! Ricerca un po' laboriosa, ma fruttifera: ecco Fiore. Però... acc dannaz malediz... chiuso! Il cartello parla chiaro: si chiude alle 3. Ok, erano le 3 e 5, ma il portiere ci aveva assicurato l'apertura a oltranza. Non resta che tornare in centro-paese e sperare in Ghino, il tipo del fast-food della sera prima. Nel frattempo Giuse (seduto davanti) si assopisce, e si rende protagonista della scena in assoluto più esilerante del torneo. Succede che dopo dieci minuti i nostri arrivano davanti al fast-food Ghino (chiuso), incrociano un giovane locale, il Ragio abbassa il finestrino dalla parte di Giuse e chiede dove si può mangiare qualcosa. Il ragazzo risponde che lì a cinquanta metri c'è una pasticceria aperta (!), nel frattempo Giuse si era svegliato forse per le voci, forse per l'aria frizzante entrata dal finestrino aperto, e chiede conferma al ragazzo se il posto che ci aveva indicato era quello che cercavamo: "Fiore!?", gli chiede. Il ragazzo, confuso, rimane per un attimo interdetto, mentre da dentro la macchina esplode una fragorosa risata degli altri cussini per l'interrogativa reazione di Giuse e del sempre più confuso giovane del posto!
In effetti, la pasticceria aperta c'era, oltretutto presa abbastanza d'assalto dalle poche anime vive che circolavano. I nostri ordinano, mangiano, non osano provare un dolce al papavero (?) proposto dalla commessa, e tornano alla base. Domani c'è l'ultima partita, e bisogna chiudere in bellezza.
Domenica 19 novembre si apre, ovviamente, all'insegna del secondo momento più importante del torneo: la colazione. Ormai i nostri hanno capito tutto dal giorno prima, e fanno un pasto ancora più lauto. Così appesantiti, e stanchi per le fatiche del giorno prima e per le poche ore di sonno, la prestazione contro gli sloveni del Toplice è da dimenticare.
CUS Genova - Toplice (SLO) 0-1 - Gli avversari sono i più abbordabili tra quelli affrontati dai cussini: ma corrono, mentre Ragio e soci non ne hanno davvero più. Per fortuna c'è sempre Frizzo, lui sì, sveglio e agile. In qualche modo il primo tempo viene retto dai nostri (0-0), poi nella ripresa gli sloveni passano in vantaggio (a dire il vero la palla sembrava fuori) e controllano la partita. I nostri non hanno la forza di reagire: Fiore si fa pure espellere (giallo), Pasto tira un corto e prova ad abbattere un avversario (centro pieno sulla fronte del malcapitato), ma finisce 0-1, risultato che relega i cussini al dodicesimo, penultimo posto del torneo.
Il torneo: bello, l'esperienza andava fatta. Come torneo molto "serio", forse un po' troppo. Senza cedere in estremi opposti (vedi tornei dove si pensa solo a bere e l'hockey è davvero in secondo piano), vedere arbitri che sventolano cartellini, giudici di gara che ti chiedono di firmare i referti e l'organizzazione che indica se devi giocare con la prima o con la seconda maglia è forse esagerato. I cussini, nelle condizioni in cui erano (lo ricordiamo: Ragio-Pasto-Tollo-Fiore-Miche-Giuse-Principe, senza portiere, con Miche out dopo la prima gara) hanno cercato di onorare al meglio la parte agonistica, giocando alla grande in particolare due partite, quelle del sabato. La parte ludica (festa in piscina) è stata assolutamente all'altezza delle aspettative e anche oltre. Per il resto parlano le foto, almeno quelle fatte finché la macchina fotografica non ha fatto un tuffo in acqua...
Dopo la doccia, prima della partenza, c'è ancora il tempo per partecipare alla tombola del torneo. Vincono tutti: il Ragio un ombrello, Giuse e Pasto un pallone, Fiore e Tollo una maglietta. Miche è sempre stoico col dito dolorante (il pronto soccorso di Genova in serata sentenzierà: lussazione). Il Ragio prima di andare via stacca e porta a casa il manifesto del torneo, che Frengo rifiuterà sdegnato ("non c'è scritto CUS Genova!"). Il Principe aspetta già in macchina col motore acceso: via, sono le 13, si torna a casa!!
ERA UN ALTRO TORNEO DEL CUS GENOVA HOCKEY!!!
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